Aspetti legali e normativa sulla coltivazione della canapa in Italia

A cura della nostra consulente legale Rita Masucci.

  

Aspetti legali e normativa sulla coltivazione della canapa in Italia.

In Italia la coltivazione della canapa industriale non è mai stata illegale, ma a causa della confusione legislativa vennero distrutte immense coltivazioni e negli anni ‘70-‘80 la produzione subì un crollo.

La situazione di incertezza legislativa si è protratta fino a quando il Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali e il Ministero della Salute non sono intervenuti con varie circolari, quelle del MIPAAF n. 1 dell’8/05/2002, e del Ministero della Salute del 08/05/2009.

La legislazione europea si basa sui seguenti regolamenti: 1122/2009, 1307/2013, 639/2014 recante norme sulla determinazione del THC e regimi di sostegno previsti dalla politica agricola.

La circolare 1/2002 del MIPAAF ha inserito la canapa destinata alla produzione di fibre, mentre la circolare del 2009 ha consentito la produzione e commercializzazione di prodotti a base di canapa per il settore alimentare. 

La legislazione deve essere confrontata con il DPR n.309/1990 in materia di disciplina sugli stupefacenti; da ultimo il disegno di legge- Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa- testo unificato adottato dalla Camera in data 11/11/2015- ancora all’esame del Senato.

In Italia è possibile coltivare canapa a condizione che:

1.si utilizzino sementi annotati nel Registro Europeo dei sementi che abbiano un contenuto massimo di THC pari a 0,2 %;  per THC si intende il principio attivo del tetraidrocannabinolo che è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoli.

2.si conservino le fatture di acquisto del seme e il cartellino che attesti che si tratta di varietà iscritta certificata. Il cartellino viene rilasciato dall’istituto pubblico incaricato dallo Stato dove è stato prodotto il seme e viene o attaccato al prodotto o cucito al sacco.

3.sia data comunicazione alla più vicina stazione delle forze dell’ordine quando si sta per effettuare la semina; nel caso in cui l’azienda e il terreno si  trovino in  comuni diversi la comunicazione va effettuata presso le forze dell’ordine del luogo in cui si trova il terreno.

Non è prescritto né un quantitativo minimo da impiegare né una superficie minima da coltivare.

Al fine di agevolare un eventuale controllo sul quantitativo di THC da parte delle forze dell’ordine si preferisce la scelta di un campo per la coltivazione.

Nel periodo di fioritura le foglie di canapa industriale non si distinguono dalle foglie della Marijuana e si può incorrere in indagini da parte delle forze dell’ordine. L’iter da seguire risulta complesso, in quanto bisogna supportare sia le spese legali che le spese dell’incarico di un perito per accertare la natura del seme.

Le finalità del disegno di legge e liceità della coltivazione.

Il disegno di legge reca norme per il sostegno e la promozione per la coltivazione della filiera della canapa quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale possibile sostituta di colture eccedentarie e come coltura da rotazione.

La coltivazione è consentita senza necessità di autorizzazione e  il disegno di legge promuove il sostegno e la promozione della coltura della canapa finalizzata ai soli scopi consentiti per legge che sono: 

1.coltivazione e trasformazione;

2.fornitura di semi lavorati quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli, carburanti alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori compreso quello energetico;

3.produzione di alimenti,cosmetici e materie prime biodegradabili;

4.realizzazione di materiale organico destinato ad opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, realizzazione di attività didattiche e di ricerca;

5.coltivazione dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati;

6.coltivazione destinate al florovivaismo.

Obblighi del coltivatore.

Il coltivatore ha l’obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore ai 12 mesi. Ha altresì l’obbligo di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.

I controlli e le sanzioni previste.

Il Corpo Forestale dello Stato è autorizzato ad effettuare un controllo amministrativo su un campione esteso di coltivazione di canapa, per verificare il contenuto di THC.

Qualora si reputi necessario il campionamento, lo stesso deve essere effettuato in presenza del coltivatore e gli addetti devono rilasciare un campione prelevato in contraddittorio all’agricoltore per eventuali  controverifiche.

Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 % e entro il limite dello 0,6%, nessuna responsabilità viene posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di legge.

Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla legge possono essere disposte dall’autorità giudiziaria solo qualora a seguito di accertamento verifichino che il contenuto di THC della coltivazione è superiore allo 0,6 %. In questo caso non c’è la responsabilità dell’agricoltore.

 

Incentivi per la filiera della Canapa.     

Per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione della canapa il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali compatibilmente con gli aiuti di stato Europei destina annualmente una quota delle risorse disponibili nel limite massimo pari a 700.000 euro.

Una parte di questi fondi può essere destinata alla formazione a favore di coloro che operano nella filiera della canapa e diffondono le proprietà della canapa ed i suoi utilizzi nel campo agronomico agroindustriale, nutraceutico, bioedilizia, biocomponentistica; ancora altra parte può essere destinata al finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo per la produzione e processi in prima trasformazione della canapa.

Nel campo della ricerca gli enti pubblici e le università e agenzie regionali stipulando protocolli o convenzioni con le associazioni culturali e i consorzi dedicati alla Canapicoltura possono riprodurre per un anno la semente acquistata certificata l’anno precedente, utilizzandola per la realizzazione di piccole produzioni a carattere dimostrativo sperimentale o culturale previa comunicazione al Ministero delle Politiche Agricole Alimentarie  Forestali.

Tutela del Consumatore.  

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali promuove il riconoscimento di un sistema di qualità alimentare per i prodotti derivati dalla canapa ai sensi dell’art.16 lett b e c del Reg Europeo 1305/2013 .

I criteri da rispettare al fine di conformarsi agli standard quantitativi europei impone obblighi tassativi che garantiscono:

1.caratteristiche specifiche del prodotto,

2.particolari metodi di produzione oppure una qualità del prodotto finale significativamente superiore alle norme commerciali correnti in termini di sanità pubblica, salute delle piante e animali, benessere animali o tutele ambientali.

Sono soggetti a controlli che possono essere effettuati da un autorità pubblica o organismi di controlli  indipendente. Il regime di qualità è sottosposto a trasparenza e deve assicurare la tracciabilità completa dei prodotti.

La coltivazione della canapa industriale è un importante passo avanti sia in termini ambientali che occupazionali.

L’uso industriale della canapa deve essere rilanciato per avviare un processo più sostenibile nella mobilità e nella produzione agricola e industriale.